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Bird Box Records Alessandro Bianchini presenta REASON il nuovo album analogico ai Nightingale Studios

Aggiornamento: 9 giu

Nuove sessioni analogiche per Bird Box Records Alessandro Bianchini REASON


Il viaggio internazionale di Alessandro Bianchini non si ferma. Dopo lo straordinario successo dei due vinili da 180 grammi "10/5" e "My Space 24" — che hanno conquistato i collezionisti e gli impianti Hi-Fi più esigenti dagli Stati Uniti fino al Sud-Est Asiatico — il talentuoso vibrafonista italiano è tornato in studio per dare vita a un nuovo, ambizioso capitolo targato Bird Box Records Alessandro Bianchini REASON.


Sei un vero appassionato di alta fedeltà e grandi produzioni acustiche?

Scopri i segreti e il dietro le quinte di una sessione di registrazione totalmente analogica. Leggi l’articolo completo per scoprire come abbiamo catturato il sound unico di "REASON", il nuovo album di Alessandro Bianchini: troverai un'analisi dettagliata delle scelte tecniche, dei microfoni e del setup del nastro.

Ma non ci fermiamo alle parole. Oltre a una ricca galleria fotografica del backstage in cabina di regia, alla fine dell'articolo ti aspetta una sorpresa esclusiva: il video ufficiale della live recording session in formato cinematografico 21:9, con l'audio puro in presa diretta, senza filtri, mix o mastering. Un vero e proprio viaggio sensoriale dentro i Nightingale Studios.

Buona lettura e buon ascolto!


Servizio fotografico e video a cura di Stefano Felice



Questa volta, le mura storiche dei Nightingale Studios hanno ospitato una formazione a dir poco straordinaria:

  • Alessandro Bianchini (Vibrafono)

  • Giulio Corini (Contrabbasso)

  • Giovanni Campanella (Batteria)

  • Filippo Bianchini (Sassofono)


Tre giorni di sessioni live intensissime, di cui il primo interamente dedicato a un meticoloso soundcheck. Una scelta fondamentale per plasmare l'ambiente acustico prima ancora di premere "rec", permettendo poi alla grandissima sintonia umana e musicale tra i quattro artisti di infiammare letteralmente i nastri magnetici nei due giorni successivi.


Un'inquadratura ad ampio raggio all'interno dello studio di registrazione Bird Box Records. In primissimo piano spiccano i dettagli del kit di batteria acustica, inclusi i piatti metallici, i rullanti con le bacchette appoggiate e le cuffie da studio posizionate sul piatto dello hi-hat. Sullo sfondo, i quattro musicisti del Bianchini Quartet e il produttore Lorenzo Vella sorridono abbracciati, circondati dall'atmosfera analogica e vintage della sala di ripresa.
L'anima di Bird Box Records in uno scatto: la fisicità degli strumenti in primo piano e l'intesa perfetta tra musicisti e produzione a sessioni appena concluse.

L'Acustica dello Studio: Il Suono Riflesso, l'Isolamento e la Regia

In queste immagini esclusive vi portiamo nel cuore pulsante della sala di ripresa dei Nightingale Studios. Come potrete notare, abbiamo fatto una scelta acustica ed esecutiva radicale: Alessandro, Giulio e Giovanni hanno suonato contemporaneamente nello stesso ambiente.

Nel jazz moderno si tende spesso a registrare i musicisti separatamente, in cabine isolate o addirittura in momenti diversi (overdubbing), per avere il controllo totale del mix. Ma la musica acustica, specialmente quando è guidata da uno strumento ricco di risonanze come il vibrafono, ha bisogno di respirare.


Far suonare i musicisti insieme nello stesso spazio offre vantaggi insostituibili:

  • Il "Groove" e l'Interazione Naturale: I musicisti si guardano, respirano insieme e reagiscono istantaneamente alle sfumature dinamiche l'uno dell'altro. Il tempo musicale non è scandito da un click digitale in cuffia, ma dal movimento collettivo dell'aria nella stanza.

  • La Risposta dello Strumento: Un contrabbasso o i piatti di una batteria non suonano mai allo stesso modo in una cabina asettica e smorzata. Nella nostra sala di ripresa, le vibrazioni generati dagli strumenti interagiscono con le superfici in pietra e legno, restituendo quel feeling live, caldo e tridimensionale che rende l'ascolto su impianti Hi-Fi un'esperienza incredibilmente realistica. Il diffusore scompare, e la band si materializza nella stanza.


Per mantenere una pulizia sonora impeccabile senza rinunciare a questa magia, lo spazio è stato sapientemente modellato attraverso divisori acustici mobili da 15 cm di spessore costituiti internamente da 2 pannelli da 15mm di cartongesso, lana di roccia, lana di vetro e isolante esterno. Questi moduli catturano le frequenze più critiche e limitano al massimo i rientri microfonici (bleed) tra i vari strumenti, garantendo una separazione millimetrica e una coerenza di fase perfetta sul nastro a 2 pollici.


Un primo piano dettagliato e con messa a fuoco selettiva che mostra l'angolo di una struttura in legno multistrato contenente pannelli fonoassorbenti scuri. La venatura e gli strati del legno chiaro sono chiaramente visibili e nitidi sulla destra, mentre lo sfondo è fortemente sfocato (effetto bokeh). Sullo sfondo sfocato si intravede la sala di ripresa dei Nightingale Studios, con un tappeto decorato e la sagoma di una batteria acustica.
L'ottimizzazione acustica dei Nightingale Studios: un dettaglio dei moduli fonoassorbenti che garantiscono il perfetto controllo delle riflessioni mantenendo il suono vivo e naturale.

Un'eccezione strategica è stata fatta per Filippo Bianchini al sassofono. Data la fortissima pressione sonora del sax, che avrebbe inevitabilmente saturato i sensibilissimi microfoni a nastro del vibrafono, Filippo è stato collocato nella regia dello studio. La separazione è stata puramente acustica: grazie alla grande porta a vetri insonorizzata, Filippo ha mantenuto il contatto visivo diretto e totale con Alessandro e il resto della band. Questo ha permesso di preservare l'intesa espressiva del quartetto, garantendo al contempo un isolamento perfetto per un controllo millimetrico del timbro del sax in fase di mixaggio.


Un'inquadratura di profilo in studio di registrazione che mostra il musicista Alessandro Bianchini mentre suona il vibrafono con i battenti a testa rossa, indossando delle cuffie audio nere. Sullo sfondo, attraverso la porta a vetri della control room, si intravede il sassofonista in maglietta gialla mentre suona il sax tenore davanti a un microfono. Sulla destra è visibile una libreria dello studio contenente raccoglitori, nastri magnetici e scatole di nastri Ampex 456.
L'interfacciamento visivo tra le stanze: Alessandro Bianchini al vibrafono mentre mantiene il contatto visivo diretto, attraverso il vetro della control room, con il sassofonista Filippo Bianchini. Un espediente acustico perfetto per azzerare i rientri senza perdere l'empatia del live.


La Catena Audio: Nessun Compromesso, Solo Puro Analogico (AAA)

Per gli appassionati della riproduzione sonora d'eccellenza, il patron di BBR Lorenzo Vella solleva il velo sui dettagli tecnici, l'outboard e la microfonazione utilizzati per catturare la tridimensionalità e la dinamica mozzafiato di questo quartetto:

  • Il Vibrafono e la Magia dell'AEA R88: Per restituire la complessa ricchezza armonica e il corpo metallico e legnoso del vibrafono di Alessandro, è stata scelta una combinazione d'élite: microfoni a condensatore a diaframma piccolo CM4 accoppiati a un microfono a nastro stereo AEA R88 Active posizionato in configurazione Blumlein.

    Focus Tecnico – La Tecnica Blumlein con l'AEA R88: 

    L'AEA R88 racchiude al suo interno due nastri posizionati a 90° l'uno rispetto all'altro, entrambi con figura polare a "8" (bi-direzionale). Questa storica configurazione (Blumlein) permette di catturare un'immagine stereofonica straordinariamente realistica e coerente. Il microfono non registra solo lo strumento, ma mappa lo spazio circostante in modo tridimensionale: la parte anteriore dei nastri cattura il timbro diretto e i transitori netti delle mailloches, mentre la parte posteriore raccoglie le riflessioni naturali e l'ambiente della sala. Il risultato è un fronte sonoro ampio, profondo e totalmente privo di cancellazioni di fase, capace di far letteralmente "scomparire" i diffusori del vostro impianto d'ascolto.


La pietra e il legno della storica sala di ripresa hanno fatto il resto, rendendo il suono semplicemente naturale, materico e vivo.


Un'inquadratura laterale a mezzo busto che mostra Alessandro Bianchini concentrato mentre suona il vibrafono con i battenti rossi in studio di registrazione. Indossa cuffie Beyerdynamic e un maglione bordeaux. Sopra lo strumento sono posizionati diversi microfoni professionali su aste regolabili, tra cui spicca un microfono a nastro AEA R88 nero montato su una vistosa struttura a giraffa. Lo sfondo rivela una parete in pietra grezza decorata con piccoli quadri incorniciati e soffitti con travi in legno sbiancato.
Catturare la complessa gamma armonica del vibrafono: un dettaglio del posizionamento millimetrico dei microfoni per restituire la lucentezza delle lamine e il corpo delle note di Alessandro Bianchini.
Un'ampia veduta dall'alto all'interno dello studio registrazione Nightingale Studios. Al centro, Alessandro Bianchini è in piedi mentre suona un vibrafono con i battenti a testa rossa, circondato da un'articolata serie di aste microfoniche e giraffe. Sulla sinistra spiccano imponenti registratori a nastro a bobina aperta montati su rack verticali, con strumentazione analogica retrò retroilluminata. Sullo sfondo si notano una porta a vetri che rivela un'altra stanza di ripresa, pareti in pietra, tappeti persiani e una scaffalatura piena di attrezzature audio e nastri.
Una panoramica dei Nightingale Studios durante le sessioni del quartetto: al centro la performance al vibrafono.
Un primo piano frontale e sorridente del musicista Alessandro Bianchini all'interno dello studio di registrazione. Indossa grandi cuffie da studio nere con cuscinetti grigi chiari, una maglietta verde scuro e una collana di perline di legno colorate. Sullo sfondo si notano i dettagli caldi della sala, con pareti in pietra grezza e travi in legno scuro.
Il sorriso e la soddisfazione di Alessandro Bianchini durante la sessione di registrazione: quando l'intesa artistica e la catena analogica restituiscono esattamente la magia creata in sala.

Preamplificazione: Il Carattere dei Trasformatori contro la Trasparenza Clinica

Per accogliere il segnale di questi straordinari microfoni, la scelta dei preamplificatori è stata cruciale. Non si è trattato solo di "guadagno", ma di pura architettura del suono:

  • I Microfoni a Nastro: L'AEA R88 è stato collegato direttamente ai preamplificatori AEA RPQ500. Questa è una scelta filologica imprescindibile: i microfoni a nastro passivi hanno bisogno di un'impedenza d'ingresso altissima e di una riserva di guadagno enorme e ultrasilenziosa per esprimere tutta la loro naturalezza transitoria, caratteristiche che i preamplificatori specifici di casa AEA garantiscono alla perfezione.


Un primo piano macro e angolato di un microfono a nastro stereofonico professionale AEA R88 a forma di lungo cilindro, montato su un'asta da studio. Sul corpo del microfono è visibile la scritta "Made in U.S.A." insieme a due etichette adesive colorate: una gialla con scritte a mano relative alla modalità "MID-SIDE" e una verde contrassegnata con la lettera "R" e la dicitura "BLUMLEIN STEREO". Lo sfondo mostra le travi in legno chiaro del soffitto dello studio, fortemente sfocate.
Il re della ripresa ambientale e stereofonica: un dettaglio del microfono a nastro AEA posizionato sopra il vibrafono. Le etichette sul corpo testimoniano la cura maniacale nella scelta dei pattern polari (Blumlein e Mid-Side) per ottenere la massima tridimensionalità acustica.

  • I Microfoni a Condensatore e la scelta di Bad Dogs: Per i microfoni a condensatore cardioide della Line Audio, il patron di BBR Lorenzo Vella ha invece prediletto i preamplificatori dell'italiana Bad Dogs (modello P1), dotati di uno stadio di amplificazione a transistor in Classe A e accoppiati a leggendari trasformatori d'uscita Jensen JT-11-HFMPC.


  • Un primo piano macro e nitido del circuito stampato (PCB) di un modulo audio analogico nero, marchiato "BAD DOGS P1 REV 01". Sulla scheda spicca un grande trasformatore squadrato argentato a marchio Jensen, con l'etichetta "JT-11-FLMPC Made in USA". Il circuito è densamente popolato da componenti elettronici di alta qualità, condensatori e piste saldate, terminando a destra con i pin di connessione dorati per lo slot rack e a sinistra con i selettori a pulsante verticali.
    L'eccellenza passa dai dettagli invisibili: un primo piano del modulo hardware Bad Dogs P1. In evidenza il prestigioso trasformatore d'uscita Jensen (Made in USA), un componente fondamentale per garantire la perfetta linearità di fase e quella densità armonica trasparente richiesta dagli standard della nostra etichetta.

Perché Bad Dogs e non i classici marchi "blasonati"?

Nel mondo audiofilo e negli studi di registrazione tradizionali, marchi storici come Millennia Media sono considerati uno standard assoluto per la loro trasparenza quasi clinica, priva di colorazione. Tuttavia, in una registrazione puramente analogica ed eseguita interamente dal vivo come questa, la trasparenza assoluta rischia a volte di tradursi in una freddezza asettica, specialmente sui microfoni a condensatore.

Lorenzo Vella ha scelto l'artigianato d'eccellenza della Bad Dogs proprio per la presenza dei trasformatori Jensen e del circuito in Classe A. Questa combinazione non pulisce il suono in modo chirurgico, ma lo scolpisce:

  1. La Densità Armonica: I trasformatori d'uscita Jensen introducono una sottile, piacevolissima saturazione armonica che dona corpo alle medie frequenze, rendendo i microfoni Line Audio incredibilmente caldi e "analogici".

  2. La Gestione dei Transitori: La circuitazione in Classe A ammorbidisce gli attacchi più spigolosi senza perdere un briciolo di dettaglio, regalando una musicalità e una rotondità d'altri tempi.


Il risultato è un perfetto equilibrio: la spazialità aperta e tridimensionale dell'accoppiata AEA sul vibrafono si fonde con la texture densa, materica e squisitamente analogica restituita dai preamplificatori Bad Dogs. Una sinergia sonora studiata millimetricamente per valorizzare ogni sfumatura del quartetto.


Un'inquadratura ravvicinata e leggermente angolata di un'unità rack API Lunchbox blu riempita con vari moduli hardware in formato 500 montati in serie. Da sinistra a destra, si notano tre moduli grigi ricchi di potenziometri metallici (identificabili come equalizzatori o preamplificatori AEA RPQ 500), seguiti da due moduli preamplificatori neri a marchio "BAD DOGS P1" con piccoli LED verdi accesi e interruttori bianchi, e un modulo rosso e nero "BAD DOGS BRXY JFET EQ". Sulla destra risalta il pannello blu dell'API Lunchbox con il logo retroilluminato. L'ambiente circostante ha una luce calda e soffusa.
Parte dell'elaborazione dinamica e timbrica: l'API Lunchbox popolatissimo di moduli in formato 500, tra cui spiccano i preamplificatori Bad Dogs P1 e l'equalizzatore JFET BAXY, pronti a scolpire i dettagli della sessione live con precisione chirurgica e zero compromessi.
Un'inquadratura ravvicinata e dinamica incentrata sulle mani di un musicista mentre suona il vibrafono. Il musicista indossa una maglietta verde e stringe quattro battenti con la testa in lana rossa (due per mano), catturati in leggero mosso da movimento per trasmettere il senso della performance live. Le lamine dorate dello strumento in primo piano sono nitide e riflettono la luce dello studio, mentre lo sfondo mostra una parete in pietra sfocata.
La musica in movimento: l'incredibile tecnica a quattro battenti di Alessandro Bianchini catturata nel pieno dell'improvvisazione. Un dettaglio visivo che riflette la straordinaria escursione dinamica impressa su nastro.

Il Contrabbasso di Giulio Corini e l'Acustica dei Vinili: Per catturare l'anima e l'estensione del contrabbasso di Giulio, non ci siamo limitati a una ripresa standard, ma abbiamo sviluppato una microfonazione millimetrica a ben 4 sorgenti. I microfoni sono stati posizionati sia a distanza ravvicinata sia a contatto della cassa armonica e del manico. Questa tecnica ci ha permesso di fondere l'attacco dettagliato delle dita sulle corde con la risonanza profonda del legno, restituendo quel suono "grosso", caldo, materico e incredibilmente definito che è ormai il marchio di fabbrica e la firma sonora delle produzioni Bird Box Records.

Il retroscena acustico – La libreria di vinili come diffusore: > Un ruolo fondamentale nel sound del contrabbasso lo ha giocato un elemento d'arredo apparentemente casuale: la grande libreria colma di vinili BBR situata proprio alle spalle di Giulio. In acustica, le coste dei dischi disposte a file creano una superficie irregolare che funge da perfetto diffusore naturale. Le frequenze medio-alte riflesse dal contrabbasso hanno incontrato questa barriera acustica, restituendo un suono estremamente controllato, privo di rimbombi o fastidiose onde stazionarie, ma al contempo mai anecoico o spento. Il contrabbasso respira in un ambiente reale, mantenendo intatta la sua micro-dinamica.


Un'inquadratura ravvicinata di profilo del contrabbassista Giulio Corini durante una sessione di registrazione ai Nightingale Studios. Il musicista, con occhiali da vista neri, barba e capelli ricci, indossa cuffie Beyerdynamic DT 770 Pro e una maglietta verde. La mano sinistra è posizionata sulla tastiera del contrabbasso, intenta a premere le corde vicino alla paletta dello strumento. Sullo sfondo, leggermente sfocata, si nota una scaffalatura dello studio contenente numerosi raccoglitori o scatole d'archivio ordinate.
ll sound si costruisce dalle fondamenta: un dettaglio della sessione di tracciamento del contrabbasso, dove la precisione millimetrica di Giulio Corini si sposa con la complessa gestione acustica delle basse frequenze in sala di ripresa.

Ecco come abbiamo distribuito e scolpito le sorgenti:

  1. Il Dettaglio del Manico e delle Mani (Schoeps CMC6 + Chandler EMI TG Cassette): Posizionato per catturare lo sfregamento delle dita e il dettaglio transitorio della tastiera, il microfono a condensatore Schoeps CMC6 è stato accoppiato alla sezione preamplificatrice del celebre Chandler Limited EMI TG Cassette.

  2. L'Attacco e la Definizione del Pizzicato (DPA 4099 + Vintagetools VT-N95PE): Per dare definizione a ogni singola nota del pizzicato di Giulio, abbiamo utilizzato un microfono a clip DPA 4099. Il segnale è stato poi arricchito dal VT-N95PE Program EQ della tedesca Vintagetools, un modulo d'eccellenza dotato di trasformatori d'epoca originali Haufe e basato sulla leggendaria architettura dual-mono dei moduli di equalizzazione Neumann W495b degli anni '70 e '80.

  3. Il Corpo e la Rotondità dello Strumento (Lauten Audio Horizon LT-321): Posizionato frontalmente rispetto alla cassa armonica, questo favoloso microfono valvolare ha registrato la "pancia" del contrabbasso, restituendo il calore e la tridimensionalità acustica del legno che risuona nella sala.

  4. Le Sub-Basse e le Fondamentali (The Realist): Per ancorare il suono al pavimento e garantire una solidità granitica sulle ottave più basse, abbiamo prelevato il segnale direttamente dal celebre pickup piezoelettrico The Realist, posizionato sotto il ponticello.


Un'inquadratura ravvicinata del contrabbassista Giulio Corini in azione durante la sessione di registrazione. Il musicista indossa occhiali da vista scuri, grandi cuffie Beyerdynamic e una maglietta nera, concentrato mentre suona il suo contrabbasso. Alla sua sinistra spicca un dipinto colorato e materico in stile espressionista che ritrae un musicista jazz. Sullo sfondo si nota la parete in pietra naturale illuminata da una luce calda e una scaffalatura d'archivio colma di raccoglitori.
Giulio Corini al contrabbasso, immerso nell'atmosfera creativa dei Nightingale Studios. Sullo sfondo, un dipinto vibrante sembra dialogare con le linee melodiche e il timing perfetto della sua performance.

Focus Tecnico – Il segreto della dinamica analogica senza compressori: Molti si chiederanno come si possa gestire la dinamica esuberante di un contrabbasso jazz senza ricorrere a un compressore. La risposta risiede proprio nella saturazione naturale e nella "coerenza armonica" della nostra catena di guadagno:Il ruolo del preamplificatore Chandler TG Cassette: Anche escludendo la sezione Opto Limiter della macchina, lo stadio di preamplificazione a transistor al germanio (derivato dai leggendari banchi EMI TG12345 degli studi di Abbey Road) si comporta come un compressore naturale. Quando il contrabbasso spinge sui transienti, il circuito TG introduce una lievissima e nobile distorsione armonica che "arrotonda" i picchi in modo morbido e musicale, aumentando la densità percepita dello strumento senza schiacciarne il respiro.L'azione dei trasformatori Haufe (Vintagetools / Neumann): I trasformatori d'ingresso e uscita Haufe montati sul VT-N95PE agiscono come dei veri e propri "smussatori" di transienti indotti dal ferro. Questo tipo di componentistica vintage rallenta in modo infinitesimale l'attacco ultra-rapido del microfono DPA, restituendo quel tipico suono "punchy", solido e focalizzato sulle frequenze medio-basse, caratteristico dei grandi dischi degli anni '70.

Il risultato è un contrabbasso dal sound immenso, materico e controllato, dove la dinamica è governata esclusivamente dal tocco del musicista e dalla nobile elettronica analogica.


Un primo piano frontale e dettagliato di un'unità rack vintage firmata Chandler Limited EMI, posizionata in studio. Il modulo principale presenta un pannello grigio scuro con manopole a becco d'aquila rosse e nere, selettori bianchi e un grande VU meter circolare nero al centro contrassegnato con "Gain Reduction" e la dicitura "TG1 OPTO". Sulla sinistra è visibile il logo dorato di Chandler Limited, mentre sulla destra risalta lo storico marchio EMI. Sopra il modulo principale sono appoggiate due unità esterne di alimentazione, di cui una con un LED rosso acceso e l'altra con un interruttore a levetta "ON/OFF".
Il sound mitico degli Abbey Road Studios rivive nelle nostre sessioni: il limiter/compressore Chandler Limited TG1 (basato sulle storiche specifiche EMI TG). Un pezzo di hardware leggendario, fondamentale per conferire quel carattere setoso, compatto e squisitamente British all'intera pasta sonora.
Un'inquadratura ravvicinata e con messa a fuoco selettiva che mostra il ponte in legno di un contrabbasso acustico scuro. Un piccolo microfono a clip con collo d'oca flessibile è agganciato sotto il ponte, puntato verso le corde per catturarne l'attacco. Lo sfondo è fortemente sfocato, ma si distingue chiaramente una scaffalatura in legno colma di dischi in vinile disposti verticalmente nei Nightingale Studios.
Il segreto di un suono presente e materico: un dettaglio del microfono a clip DPA 4099 ad altissima fedeltà posizionato direttamente sul ponte del contrabbasso. Una scelta tecnica mirata a raccogliere la vibrazione fisica del legno e la definizione delle corde, per una resa acustica tridimensionale ed eccezionalmente fedele.
Un primo piano dettagliato e inclinato di un microfono a condensatore valvolare Lauten Audio, montato capovolto all'interno della sua sospensione elastica (shock mount) metallica. La griglia sferica intrecciata del microfono è nitida in primo piano. Lo sfondo, fortemente sfocato con una ridotta profondità di campo, rivela il corpo in legno caldo di un contrabbasso e, sulla sinistra, una scaffalatura piena di dischi.
Il calore e la precisione del grande diaframma: un dettaglio del microfono valvolare Lauten Audio LT-321 configurato per catturare le sfumature più intime e legnose della sessione, garantendo quella pasta sonora calda e tridimensionale tipica delle grandi produzioni analogiche.
Un'inquadratura di profilo medio-stretta del contrabbassista Giulio Corini all'interno dello studio di registrazione Nightingale Studios presso Bird Box Records. Indossa occhiali da vista scuri con montatura tartarugata, cuffie Beyerdynamic DT 770 Pro e una maglietta blu scuro. È concentrato mentre suona il contrabbasso, con la mano destra visibile sulla tastiera dello strumento vicino al riccio. Sullo sfondo si notano i pannelli acustici scuri e la consueta scaffalatura in legno ordinata con vinili d'epoca e vinili della Bird Box Records.
Un altro splendido momento catturato in controluce: Giulio Corini mantiene la concentrazione e il groove intatti, battuta dopo battuta, nel cuore acustico dei Nightingale Studios.
Un'inquadratura angolata e d'atmosfera all'interno della control room della Bird Box Records, incentrata sulla console di missaggio vintage EMT A400. In primo piano spiccano i fader bianchi numerati (dal 12 al 16) posizionati su canali inclinati grigio chiaro, con annotazioni a mano su nastro adesivo di carta bianco alla base. Sopra la console, risalta nel rack un equalizzatore a due canali nero a marchio Vintagetools, modello "VT-N95PE Program EQ", caratterizzato da una fitta serie di manopole colorate rosse, gialle e blu. Sulla sinistra, dei LED verdi e rossi di meter analogici illuminano la scena.
Il cuore del mixaggio analogico: la storica console EMT A400 lavora in perfetta sinergia con il rack Vintagetools VT-N95PE Program EQ. I fader fisici e i richiami scritti a mano sul nastro testimoniano un approccio artigianale e tattile alla produzione, dove ogni minima sfumatura timbrica viene scolpita a mano.

VT-N95PE Program Eq della Vintagetools tedesca dotato di trasformatori originali di ingresso e uscita Haufe con architettura dual-mono


Una vista dall'alto dell'interno dello chassis metallico dell'equalizzatore Vintagetools VT-N95PE. Sulla sinistra sono montati verticalmente due complessi circuiti stampati (PCB) ricchi di condensatori rossi, blu e componenti elettronici saldati fittamente in parallelo. Sul fondo della scatola nera scorrono ordinati cablaggi intrecciati multicolore fissati con fascette, che collegano la sezione audio alla sezione di alimentazione sulla destra. Qui si notano quattro trasformatori cilindrici metallici schermati e, in primo piano, un grande trasformatore toroidale d'alimentazione di colore blu marchiato Talema, affiancato da due condensatori cilindrici dorati.
Uno sguardo sotto la scocca del Vintagetools VT-N95PE Program EQ: l'ordine millimetrico del cablaggio interno, i circuiti dual-mono discreti e lo straordinario comparto di alimentazione personalizzato (con trasformatore Haufe e componenti premium) svelano il segreto dietro l'incredibile headroom di questa macchina.


La Batteria di Giovanni Campanella: Il punch del vintage americano e la ripresa a 10 microfoni

Per immortalare la dinamica e le sfumature di una splendida Gretsch Broadkaster Jazz (Made in USA, con cassa da 18"), abbiamo superato i limiti delle configurazioni super-minimalistiche. Ben 10 microfoni hanno catturato l'intero spettro sonoro del kit, privilegiando la coerenza di fase dei microfoni overhead per restituire l'aria reale della stanza, la lucentezza dei transitori dei piatti e l'impatto fisico, secco e profondo della cassa.

Il vero cuore pulsante della ripresa, tuttavia, è racchiuso nel canale dedicato al "focus kit".


Un'inquadratura ravvicinata a mezzo busto all'interno della sala di registrazione della Bird Box Records. Sulla destra, il batterista Giovanni Campanella indossa una felpa chiara seduto su una Gretsch Broadkaster Jazz. Accanto a lui, sulla sinistra, Lorenzo Vella è immortalato di profilo mentre regola con precisione i microfoni overhead.
Il batterista Giovanni Campanella e il sound engineer Lorenzo Vella durante una delicata fase di micro-regolazione in sala di ripresa. La cura del dettaglio analogico si riflette nell'attenzione millimetrica a ogni singola sfumatura della ripresa della batteria.
Un'inquadratura ravvicinata e leggermente dall'alto del batterista Giovanni Campanella durante la sessione di registrazione. Il musicista, concentrato sull'esecuzione, indossa una maglietta grigia. Con la mano destra impugna una bacchetta sopra il piatto ride, mentre la mano sinistra è posizionata vicino al rullante. La batteria acustica presenta fusti in legno scuro e la scena è caratterizzata da una luce morbida che mette a fuoco i dettagli dello strumento.
Giovanni Campanella catturato in un momento di totale interplay alla batteria.

Focus Tecnico – Il "Mono Granitico" e l'architettura dei restanti canali: Il fulcro dell'intero kit ha visto il Neumann KM76 beneficiare della preamplificazione valvolare dell'iconico Ampex 350 del 1957: un'accoppiata d'epoca che ha donato una densità armonica straordinaria. Proprio su questo asse microfonico centrale è stato eseguito il balance acustico e dinamico di tutta la batteria.

Il batterista Giovanni Campanella durante le sessioni di registrazione del vinile novità REASON di Alessandro Bianchini per Bird Box Records.
Il batterista Giovanni Campanella in soundcheck

Attorno a questa colonna portante si sviluppa il resto della complessa microfonazione: gli overhead Line Audio (Serie Omni) regalano un'immagine stereo estremamente ariosa e naturale; lo Shure SM57 sul top del rullante restituisce il classico "crack" della bacchetta, mentre l'Heil PR22ut sul bottom ne cattura ogni sfumatura di cordiera. Il corpo e la profondità del timpano sono affidati a un Heil PR20, capace di esaltarne la risonanza più bassa. Infine, la cassa da 18" viene scolpita da una doppia ripresa: un raro AKG D20 vintage cattura il punch e l'attacco della pelle, mentre un leggendario Neumann U87 i del 1983, posizionato frontalmente a 30 cm di distanza, ne raccoglie il corpo e le frequenze sub-basse.

Ognuno di questi canali ha beneficiato di una catena dedicata di preamplificatori ed equalizzatori analogici, studiata millimetricamente per far scomparire i diffusori e materializzare lo strumento nella stanza.


Un primo piano inclinato e ravvicinato del microfono vintage Neumann KM 76 montato sul suo supporto elastico nero. Il corpo metallico argentato e la caratteristica doppia griglia squadrata sono a fuoco. Lo sfondo, fortemente sfocato con una ridotta profondità di campo, mostra i toni caldi del soffitto in legno e una parete decorata dello studio di Bird Box Records.
Un vero gioiello d'epoca per la ripresa dei piatti e della batteria: il microfono Neumann KM 76 a condensatore a piccolo diaframma. Un classico intramontabile, scelto per la sua straordinaria risposta ai transienti e per quella naturalezza cristallina sulla gamma alta che solo i grandi microfoni vintage sanno restituire.

Un'inquadratura dall'alto e ravvicinata della cassa di una batteria acustica in legno Gretsch Broadkaster Jazz, posizionata su un tappeto a motivi geometrici colorati. Sulla pelle risonante nera spicca al centro il logo bianco "Gretsch". Davanti alla pelle è posizionato un microfono vintage rettangolare e massiccio AKG D20 montato su un'asta bassa, mentre intorno si sviluppa una fitta rete di cavi audio e la base metallica di altre aste.
Il focus sulle basse frequenze: la splendida cassa Gretsch catturata da un microfono vintage accuratamente posizionato per restituire tutta la rotondità, l'attacco e il corpo naturale che definiscono il groove di questa straordinaria sessione ritmica.

Il risultato finale è un suono di batteria che non si limita a fare da accompagnamento, ma si posiziona nella stanza d'ascolto con una presenza fisica, un realismo e una dinamica mozzafiato.

Un'inquadratura laterale a figura intera della batteria acustica Gretsch color ciliegio all'interno dello studio. In primo piano si notano la cassa, il rullante e un tom montato, circondati da piatti e varie aste metalliche. Sullo sfondo, la parete calda della stanza mostra un grande bass trap angolare in legno chiaro con un imponente cono subwoofer a vista, sormontato da amplificatori vintage a valvole. A terra, un grande tappeto persiano geometrico accoglie l'intera strumentazione e diversi cavi audio.
L'architettura acustica incontra lo strumento: una splendida veduta d'insieme del drum kit Gretsch posizionato strategicamente in sala. Spicca il Neumann U87 I deputato alle basse frequenze a 30 cm dalla grancassa, elemento chiave per garantire una risposta acustica controllata e una dinamica impeccabile durante l'intera registrazione.

Visione dall'alto all'interno della sala di registrazione della Bird Box Records. Il batterista Giovanni Campanella indossa una felpa chiara seduto su una Gretsch Broadkaster Jazz.
Giovanni Campanella alla Gretsch con piatti Bosphorus

Focus Tecnico – Il sommatore analogico: Il rarissimo EMT Franz A400 L’intero set di microfoni dedicato alla batteria è stato convogliato in una console analogica vintage tedesca di assoluta rarità, prodotta nei primi anni '80 dalla mitica EMT (Elektromesstechnik Wilhelm Franz): il modello a 16 canali EMT Franz A400.


Sviluppato espressamente come risposta ingegneristica al celebre Studer 269, questo mixer broadcast con configurazione 16+4 in 4 unisce una qualità costruttiva e sonora senza compromessi a dimensioni relativamente compatte. Sebbene ne condivida la filosofia costruttiva orientata alla massima fedeltà del segnale, l'EMT A400 introduce una serie di soluzioni circuitali extra assenti nei modelli Studer 169 e 269, offrendo una headroom generosa e una separazione dei canali eccezionale, fondamentali per amalgamare la dinamica esplosiva della batteria direttamente su nastro.



Una veduta dall'alto e grandangolare della console analogica vintage EMT A400 all'interno della control room. Il banco di missaggio grigio chiaro mostra una sezione sinistra densa di fader bianchi ordinati e canali di equalizzazione con piccoli potenziometri colorati. Sulla destra della console risalta il pannello di monitoraggio con meter verticali a LED rossi per i livelli audio e un grande indicatore analogico ad ago contrassegnato dalla dicitura "CORRELATOR". La superficie è pulita e riflette la luce diffusa dello studio.
Una panoramica completa sulla leggendaria console EMT A400: un capolavoro di ingegneria analogica che definisce il flusso di lavoro ai Nightingale Studios. Dalla precisione millimetrica dei fader al controllo visivo in tempo reale tramite il correlatore di fase, ogni dettaglio è progettato per garantire la massima trasparenza e musicalità nel tracking e in fase di mix.

  • Il Sassofono di Filippo Bianchini e il Master su Nastro da 2 Pollici

    Una scelta strategica fondamentale ha riguardato la ripresa del sassofono tenore. Per isolare acusticamente lo strumento senza spezzare l'intesa della band, Filippo è stato collocato all'interno della control room, mantenendo un interfacciamento visivo diretto e totale con il vibrafonista Alessandro Bianchini. Questa separazione fisica ha permesso di ripulire la traccia del sax da rientri indesiderati e, allo stesso tempo, ha protetto i sensibilissimi microfoni degli altri strumenti dalla forte pressione acustica ed erogazione dinamica del tenore.


  • Una veduta dall'alto dell'interno dello studio di registrazione. In primo piano, il vibrafonista Alessandro Bianchini indossa le cuffie e una maglietta scura mentre suona lo strumento con i battenti rossi. Sullo sfondo, attraverso la porta a vetri della cabina di ripresa isolata, si intravede un altro musicista in maglietta gialla mentre suona il sassofono davanti a un microfono. La stanza presenta pareti in pietra, un'asta microfonica a giraffa sospesa e una scaffalatura colma di faldoni d'archivio e nastri Ampex 456 sulla destra.
    L'isolamento acustico perfetto che non sacrifica il feeling visivo
    Il sassofonista Filippo Bianchini suona il sax tenore durante la sessione di registrazione alla Bird Box Records dell'album REASON
    Filippo Bianchini nella control room Nightingale Studios

    La sezione sax è stata catturata da una configurazione a due sorgenti:

    1. Il Corpo e la Pasta Vintage (Neumann U47 fet + Ampex 350): Un leggendario Neumann U47 fet (classe 1986) è stato accoppiato allo stadio di preamplificazione valvolare dell'iconico Ampex 350. Questa catena d'eccezione ha conferito al sax una pasta sonora densa, calda e ricca di armoniche, caratteristiche ormai introvabili nei preamplificatori di moderna concezione.


    2. Un'inquadratura ravvicinata e angolata di due moduli di controllo in metallo satinato a marchio Ampex Corporation inseriti in un mobile in legno dello studio di Bird Box Records. Ciascun pannello presenta un grande VU meter analogico quadrato retroilluminato con ago indicatore, diverse manopole rotative nere per la regolazione dei livelli di riproduzione ("Playback Level") e selettori rotativi. Sullo chassis sono applicati vari pezzi di nastro adesivo di carta bianco con annotazioni scritte a mano, tra cui spiccano le lettere "L" e "R" per i canali sinistro e destro, la sigla "V474" e l'indicazione "KM 76 DRUMS KIT".
      Ampex 350 dedicati al kit mono batteria e al sax
    3. Il Soffio e la Definizione (Schoeps CMC6): Uno Schoeps CMC6 è stato posizionato come sax top con l'obiettivo di fissare su nastro la componente aerea dello strumento, il dettaglio delle chiavi e il soffio espressivo dell'esecutore.


    Un primo piano con messa a fuoco selettiva di un microfono a condensatore da studio vintage, di colore grigio satinato, montato su un'asta nera. Il microfono è nitido in primo piano, completo di cavo audio XLR collegato alla base. Sullo sfondo, fortemente sfocato dall'effetto bokeh, il sassofonista Filippo Bianchini indossa una maglietta grigia con stampa e suona un sassofono tenore dorato all'interno della control room Nightingale Studios di Bird Box Records dai toni scuri.
    La magia dei fiati prende forma: il suono di Filippo Bianchini viene catturato dal Neumann U47 fet a largo diaframma posizionato accuratamente per catturare tutta la dinamica, il calore e il corpo graffiante del sassofono.

    Entrambi i microfoni hanno beneficiato della raffinata circuitazione e dei preamplificatori dell'iconica console MCI JH636, che ha amalgamato i segnali con il suo inconfondibile timbro analogico anni '70-'80.


Una veduta grandangolare e d'atmosfera all'interno della control room dei Nightingale Studios. Al centro della stanza, posizionato verticalmente su un carrello dedicato, spicca un imponente registratore a nastro vintage Studer con grandi bobine metalliche aperte. Davanti, la storica console EMT A400 mostra i suoi canali illuminati da calde luci mirate. Ai lati della postazione di missaggio sono posizionati grandi monitor da studio radianti, mentre la parete di fondo in pietra naturale ospita un divano scuro per l'ascolto e scaffalature in legno colme di dischi e nastri d'archivio.
Il cuore nevralgico del controllo analogico: uno sguardo d'insieme alla control room dei Nightingale Studios (Bird Box Records).Al centro del setup domina la leggendaria MCI JH636 con la rarissima console EMT A400.
Un'inquadratura frontale di due rack in legno affiancati all'interno della control room. Nel rack di sinistra sono montati i due storici moduli radianti Ampex Corporation in metallo spazzolato con grandi VU meter e annotazioni su nastro adesivo. Il rack di destra ospita diverse unità hardware premium sovrapposte: in alto spicca un equalizzatore Manley con due meter retroilluminati, seguito da moduli Chandler TG Cassette di derivazione Abbey Road con manopole rosse e grigie e il mitico compressore grigio Retro 176 valvolare,  con un meter centrale circolare a luce calda e, in basso, il rinomato compressore valvolare stereo "The Phoenix" di Thermionic Culture Ltd., caratterizzato da uno chassis nero, due meter bianchi a semicerchio e una spia di accensione verde brillante.
UUna parte della catena di outboard per il trattamento del segnale analogico.
  • Ampex 350: Storiche elettroniche a nastro (rack sinistro)

  • Manley Vari Mu: Il leggendario compressore valvolare colla-mix (in alto a destra)

  • Chandler Limited TG Cassette: Channel strip d'ispirazione EMI Abbey Road

  • Retro Instruments 176: Compressore valvolare basato sul classico UA 176

  • Thermionic Culture "The Phoenix": Compressore stereo valvolare per antonomasia (in basso a destra)


  • Il Supporto Finale: Il nastro da 2" Tascam ATR80 e il backup a 192 kHz Tutta la sessione live del quartetto è stata impressa su nastro magnetico da 2 pollici utilizzando il mastodontico registratore analogico a 24 piste Tascam ATR80. Per garantire la massima sicurezza e l'incolumità del lavoro a fronte di qualsiasi imprevisto meccanico, la sessione è stata registrata in simultanea nel dominio digitale a 192 kHz / 32-bit floating point, utilizzata come backup immediato ma mantenendo lo spirito, la catena e la filosofia di un vero e proprio sound puramente AAA.

Un'inquadratura angolata dall'alto all'interno della control room dei Nightingale Studios. In primo piano sono nitide le bobine metalliche aperte di un registratore a nastro analogico Ampex. Sullo sfondo, volutamente fuori fuoco, il sound engineer Lorenzo Vella e il musicista Alessandro Bianchini sono seduti davanti alla console e ai monitor dello studio durante la sessione di registrazione.
Il sound engineer Lorenzo Vella e Alessandro Bianchini in control room per la verifica su nastro analogico ai Nightingale Studios.
Un'inquadratura ravvicinata e d'atmosfera del meter bridge retroilluminato del registratore a nastro multitraccia analogico Tascam ATR 80. Il pannello frontale mostra una griglia ordinata di piccoli VU meter analogici quadrati, tutti accesi da una calda luce ambrata, contrassegnati da numeri identificativi e qualche pezzo di nastro adesivo per le annotazioni. Lo sfondo della control room è fortemente sfocato con grandi monitor da studio a vista Tannoy SRM 15 presso Nightingale Studios di Bird Box Records
Il meter bridge del registratore multitraccia analogico Tascam ATR80 illumina la control room dei Nightingale Studios durante la sessione.

L'Ascolto in Studio: Il riferimento assoluto delle Tannoy SRM 15X

Le leggendarie Tannoy Super Red Monitor SRM 15X sono state i nostri riferimenti assoluti durante l'intera fase di tracking. Al cuore di questi iconici diffusori batte la celebre tecnologia Dual Concentric, un'intuizione rivoluzionaria inventata e presentata per la prima volta al London Radio Show del 1947.

A distanza di decenni, esistono pochissimi sistemi di monitoraggio sul mercato capaci di competere con Tannoy nella riproduzione della dinamica pura, della fedeltà timbrica e del realismo materico di ogni singolo strumento. Grazie alla coerenza di fase intrinseca del driver coassiale, le SRM 15X aprono una finestra trasparente sulla sala di ripresa, permettendoci di scolpire il suono con la certezza millimetrica che ogni sfumatura acustica venga impressa su nastro esattamente come è stata concepita.


Un primo piano dettagliato del cono di un grande monitor da studio Tannoy inserito in un cabinet in legno pregiato all'interno della control room. Il driver coassiale centrale è incorniciato da una flangia metallica dorata fissata con viti nere. Sullo sfondo si intravede una finestra a vetrocemento luminosa che diffonde luce naturale nella control rooma dei Nightingale Studios di Bird Box Records.
L'ascolto di riferimento ai Nightingale Studios affidato alla precisione e alla leggendaria risposta dei monitor Tannoy SRM 15.

Mentre i nastri scorrono e la macchina del tempo analogica lavora, prende forma un nuovo disco straordinario, destinato a diventare un pezzo da collezione immancabile.

Il Futuro è su Vinile (Ma il Presente è Adesso)

Le sessioni di registrazione del nuovo album sono ufficialmente terminate. Ora la palla passa alla delicatissima fase di taglio della lacca e alla stampa del vinile: un processo artigianale che richiederà tutto il tempo necessario per garantire gli intransigenti standard audiophile firmati Bird Box Records.

Mentre prepariamo questo nuovo capolavoro, c'è un'opportunità imperdibile per la tua collezione. Se non lo hai ancora fatto, questo è il momento perfetto per assicurarti i due capitoli precedenti della discografia di Alessandro Bianchini, prima che vadano definitivamente esauriti (le copie rimaste in magazzino sono ormai pochissime):


  • "10/5" (Vinyl 180g AAA): L'esordio fulminante. Pura improvvisazione live che ha stregato la critica per la sua freschezza e l'incredibile impatto dinamico.

10/5 | Alessandro Bianchini • 33rpm vinile 180 gr. numbered edition •
€43.90
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  • "MySpace 24" (Vinyl 180g AAA): Nominato "Recording of the Year" dalla prestigiosa rivista americana Audiophilia. Un disco intimo, profondo, caratterizzato da una ricostruzione scenica e una tridimensionalità pazzesca.

MY SPACE 24 - 2nd Press Audiophile Edition
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Aggiungendo entrambi i titoli al tuo carrello, non solo ti assicurerai due pietre miliari della nostra produzione prima del sold-out definitivo, ma sbloccherai immediatamente il diritto alle spese di spedizione gratuite per l'Italia. Un'occasione unica per vivere l'esperienza BBR al massimo delle sue potenzialità, azzerando i costi di consegna.

Un Ringraziamento Speciale a Te, Lettore

Se sei arrivato a leggere fin qui, analizzando insieme a noi sigle di microfoni d'epoca, trasformatori vintage e scelte di posizionamento acustico, vogliamo dirti un profondo grazie.

Nel mercato discografico moderno si tende spesso a nascondere il dietro le quinte o a standardizzare i processi, liquidando la registrazione con un velo di superficialità. In Bird Box Records crediamo invece che la grande musica meriti una narrazione trasparente. Offriamo e condividiamo questi contenuti in forma totalmente gratuita non per un semplice esercizio di stile, ma come un vero e proprio atto di rispetto verso chi, come te, ama il suono nella sua forma più pura, materica e priva di compromessi. Svelare dettagli tecnici che molto raramente vengono resi noti al pubblico è il nostro modo di alimentare una cultura dell'ascolto consapevole.

La tua curiosità e la tua passione per l'alta fedeltà sono la linfa che ci spinge a investire ore nella ricerca del preamplificatore perfetto, nel posizionamento millimetrico di un microfono a nastro o nella cura maniacale di un imballaggio.

Grazie per aver viaggiato con noi nel cuore dell'analogico. Ci vediamo presto, sul piatto del tuo giradischi.


Lorenzo Vella

Sound Engineer Bird Box Records


🎬 Guarda il backstage video ufficiale su YouTube

Clicca sul player qui sotto per avviare il video esclusivo della live studio session di "REASON" direttamente sul nostro canale YouTube.

Per vivere al massimo l'esperienza analogica dei Nightingale Studios, ti consigliamo di impostare la riproduzione in 4K Ultra HD (per goderti il formato nativo 21:9 Cinema) e di usare un buon paio di cuffie: quello che ascolterai è l'audio puro in presa diretta, senza alcun filtro, mix o mastering.



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